Intervista ai tecnici degli Allievi

Intervista ai tecnici degli Allievi


Pio Carnevali e Lorenzo Bilò commentano l’ottima stagione della prima squadra della Giovane 


ANCONA 31/05/2016 – Pio Carnevali e Lorenzo Bilò, il duo che ha portato gli Allievi ad un passo dal sogno. Gli allenatori della squadra maggiore della Giovane Ancona raccontano la stagione dei ragazzi classe 1999-2000 nell’intervista di fine anno dopo un primo posto conquistato alla fase regionale che profuma di storia. E che tuttavia non è bastato per approdare alle final four a causa di uno spareggio con la Junior Jesina che resterà come rammarico più grande. Ecco dunque Carnavali e Bilò nell’intervista conclusiva per celebrare la squadra Allievi della Giovane.


Dopo un primo posto ai provinciali e anche ai regionali, e un Velox non al 100%, come giudicate l’annata degli Allievi? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

“È stata una stagione molto positiva aldilà di ogni più rosea previsione. Considerato da dove siamo partiti, con una rosa composta da ragazzi provenienti da varie squadre e che avevano partecipato tutti a campionati provinciali e dovendo quindi plasmare un gruppo con pochissime basi i ragazzi hanno compiuto davvero una cavalcata incredibile. Aldilà del risultato sul campo però la cosa più importante è la crescita costante ed importante che i ragazzi hanno avuto sia dal punto di vista tecnico e tattico, ma sopratutto da quello umano”.


Vi aspettavate una stagione del genere, con un primo posto in rimonta nel girone regionale? Un risultato mai raggiunto prima dalla Giovane Ancona…

“La qualificazione alla fase regionale era l’obiettivo minimo prefissato a inizio stagione. La squadra ha dominato un campionato ricco di insidie mettendo alle spalle squadre come il Villa Musone, diventata poi campione provinciale, Camerano e Conero Dribbling, avversari sempre ostici per la Giovane. Nei regionali la rincorsa al primo posto è stata intensa e piena di emozioni. Emozioni che sia noi che i ragazzi porteremo nei ricordi sportivi più belli. Un primo posto che seppur a pari merito evidenzia il lavoro che la società sta facendo negli ultimi anni sia dal punto di vista metodologico sia da quello organizzativo”.


Come spiegate invece la fase calante dell’ultimo mese, con il ko nello spareggio per l’accesso alla final four di categoria e l’eliminazione prematura dal Velox?

“Non la definiremmo fase calante. Lo spareggio con la Junior Jesina è arrivato dopo una serie di partite, tre in nove giorni, nelle quali avevamo affrontato avversari di primo livello come Recanatese, Dorica Torrette e Jesina, poi la stessa Junior. Preparare uno spareggio decisivo in soli tre giorni cercando di recuperare energie fisiche e mentali era davvero proibitivo. Poi chiaramente lottando negli ultimi due mesi partita su partita e vincendo tutti gli scontri diretti abbiamo concesso mentalmente qualcosa nel torneo Velox. Torneo nel quale comunque chiudiamo con due vittorie due pareggi subiti entrambi in rimonta e una sola sconfitta. Insomma, non è stato assolutamente un crollo”.


Qual è stata la partita più bella e quella più brutta della squadra?

“La più bella per emozioni e importanza la vittoria in extremis a Torrette. La più brutta quella di Potenza Picena: in assoluto il punto più basso della stagione”.


Momento più delicato e quello di svolta dell’annata?

“Il momento più delicato sicuramente la sconfitta di Potenza Picena contro l’ultima in classifica. Brutta prestazione e discorso primo posto che sembrava precluso. La svolta l’abbiamo vista negli allenamenti e nell’atteggiamento dei ragazzi nell’allenamento successivo. Lì abbiamo capito che avevamo creato una mentalità vincente”.


Il giocatore che vi ha sorpresa di più?

“I ragazzi sono stati tutti meravigliosi, davvero. I 1999 per quello che hanno dato in campo e a livello umano e i 2000 per l’umiltà e la pazienza che hanno messo nell’arco della stagione. Le ultime partite confermano una crescita importante in tutti i ragazzi”.


La squadra avversaria più forte che è stata affrontata e perché?

“La squadra più forte come organico la Recanatese anche se sono riusciti ad esprimersi solo a tratti. Ma anche Dorica Torrette e Junior Jesina per le loro caratteristiche sono state avversarie toste e ben organizzate”.


Un rammarico o un rimorso?

“L’unico rammarico è quello di non aver potuto giocare lo spareggio con la Junior Jesina al meglio delle nostre possibilità. Sarebbero bastati tre giorni di riposo in più”.


Cosa vi sentite di consigliare ai ragazzi del 1999 che l’anno prossimo, passando alla Juniores, dovranno lasciare la Giovane Ancona? E cosa invece ai 2001 che dai Giovanissimi faranno il salto agli Allievi ad agosto prossimo?

“Ai ‘99 che siamo orgogliosi di loro e che con la mentalità che hanno messo in questa ultima parte della stagione si toglieranno le loro soddisfazioni indipendentemente dalla società in cui andranno a militare. E come diciamo sempre loro di non accontentarsi mai nella vita e provare sempre a migliorarsi. Ai 2001 diciamo di crescere molto sotto l’aspetto caratteriale e della mentalità. Solo il lavoro e il tempo dirà se riusciremo a farlo”


Un messaggio o un ringraziamento da lasciare a qualcuno?

“Un ringraziamento va allo staff e a chi lavora ogni giorno per il bene della Giovane Ancona. Ai ragazzi meravigliosi umili e disponibili. Ai genitori che hanno creato un ottimo gruppo anche fuori dal campo e hanno dato sempre esempio di correttezza. Alle nostre famiglie che sopportano sempre i mille impegni e i musi lunghi post-gara”.







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